Alessandro Carmelita
Psychologist & Psychotherapist
Cambiano le persone, cambiano i luoghi e cambiano le circostanze. Eppure, dopo un po’ di tempo, può comparire una sensazione dolorosamente familiare: sentirsi nuovamente trascurati, non abbastanza importanti, controllati, abbandonati oppure costretti a mettere da parte sé stessi per non perdere l’altro.

È come se la relazione fosse nuova, ma la sofferenza fosse sempre la stessa.
Alcune persone si accorgono di innamorarsi ripetutamente di partner emotivamente indisponibili. Altre iniziano ogni relazione con entusiasmo, ma appena il legame diventa più profondo sentono il bisogno di allontanarsi. Altre ancora tollerano per molto tempo comportamenti che le fanno soffrire, nella speranza che l’altro possa finalmente cambiare.
A quel punto nasce una domanda: «Perché mi succede sempre la stessa cosa?».
Quello che vorrei dire subito è che non scegliamo consapevolmente di soffrire. Nessuno desidera essere abbandonato, svalutato o ignorato. Tuttavia, dentro di noi possono esistere schemi emotivi profondi che influenzano il modo in cui interpretiamo le relazioni, scegliamo le persone e reagiamo quando abbiamo paura.
Comprendere questi schemi non significa cercare un colpevole. Significa iniziare a vedere qualcosa che, fino a quel momento, ha guidato una parte importante della nostra vita senza che riuscissimo davvero a riconoscerlo.
Che cosa sono gli schemi relazionali?
Nella Schema Therapy, uno schema è un insieme profondo di emozioni, ricordi, convinzioni e sensazioni corporee che si è formato nel corso della nostra storia.
Lo schema non è semplicemente un pensiero negativo. È un modo radicato di percepire noi stessi, gli altri e ciò che possiamo aspettarci dalle relazioni.
Una persona con uno schema di abbandono, per esempio, può vivere con la sensazione che prima o poi le persone importanti la lasceranno. Anche quando la relazione è stabile, un ritardo, una distanza momentanea o un cambiamento nel tono di voce del partner possono riattivare una paura molto intensa.
Una persona con uno schema di deprivazione emotiva può invece aspettarsi che nessuno riuscirà davvero a comprenderla, proteggerla o prendersi cura dei suoi bisogni. Può così avvicinarsi proprio a persone poco disponibili, confermando inconsapevolmente qualcosa che già teme: «Nessuno sarà veramente presente per me».
Lo schema tende a farci leggere il presente attraverso le esperienze del passato. Non perché siamo deboli o incapaci di ragionare, ma perché una parte di noi ha imparato molto presto che quello era il modo in cui funzionavano le relazioni.
Perché scegliamo persone che ci fanno rivivere la stessa sofferenza?
Spesso siamo attratti da ciò che ci è familiare, anche quando ciò che ci è familiare ci fa soffrire.
Questo non significa che desideriamo il dolore. Significa che il nostro sistema emotivo può riconoscere come “conosciuto” un certo tipo di legame. Una persona distante, imprevedibile o difficile da raggiungere può riattivare emozioni già vissute e, insieme a esse, la speranza di riuscire finalmente a ottenere ciò che in passato è mancato.
È come se una parte di noi pensasse: «Questa volta riuscirò a farmi amare. Questa volta non sarò lasciato. Questa volta qualcuno mi vedrà davvero».
La relazione diventa così il luogo nel quale cerchiamo inconsapevolmente di risolvere una ferita antica. Il problema è che, scegliendo persone capaci di riattivare quella ferita, rischiamo di confermarla ancora una volta.
Nella Schema Therapy questo fenomeno viene talvolta descritto come una particolare “chimica degli schemi”: possiamo sentire un’attrazione molto intensa verso persone che occupano un ruolo emotivamente familiare. L’intensità, però, non è sempre una prova di compatibilità. A volte è il segnale che qualcosa di antico è stato risvegliato.
Quali sono i segnali di uno schema relazionale che si ripete?
Gli schemi possono manifestarsi in modi differenti. Alcuni segnali frequenti sono:
- scegliere ripetutamente persone emotivamente indisponibili;
- avere una paura intensa di essere lasciati;
- aver bisogno di continue rassicurazioni;
- mettere sempre i bisogni dell’altro prima dei propri;
- sentirsi in colpa quando si prova a dire di no;
- tollerare svalutazioni, freddezza o mancanza di rispetto;
- diventare molto gelosi o controllanti;
- allontanarsi quando una relazione diventa più intima;
- perdere interesse per persone disponibili e sentirsi attratti da quelle difficili da raggiungere;
- vivere ogni conflitto come il possibile annuncio della fine della relazione;
- pensare di non meritare qualcosa di diverso;
- interrompere una relazione sana prima che l’altro possa farci soffrire.
Riconoscersi in uno di questi comportamenti non significa necessariamente avere un disturbo psicologico. Il punto importante è osservare quanto il comportamento sia rigido, quanto frequentemente si ripeta e quanta sofferenza produca.
Tre modi di reagire agli schemi
Quando uno schema si attiva, generalmente cerchiamo di proteggerci. Le strategie che utilizziamo sono nate spesso per aiutarci a sopravvivere emotivamente, ma nella vita adulta possono mantenere il problema.
Arrendersi allo schema
Arrendersi significa vivere come se ciò che lo schema ci dice fosse inevitabilmente vero.
Se temo di non meritare amore, potrei accettare una relazione nella quale ricevo molto poco. Se penso che gli altri mi abbandoneranno, potrei scegliere persone instabili o indisponibili. In questo modo lo schema continua a trovare conferme.
Evitare lo schema
Evitare significa cercare di non sentire le emozioni collegate allo schema.
Una persona può evitare le relazioni, non parlare dei propri bisogni, mantenere sempre una certa distanza oppure interrompere il legame quando comincia a sentirsi vulnerabile. L’evitamento riduce la paura nel breve periodo, ma impedisce di vivere un’esperienza relazionale diversa.
Combattere lo schema
In altri casi reagiamo facendo l’opposto di ciò che temiamo.
Chi ha paura di essere controllato può diventare estremamente dominante. Chi si sente profondamente inadeguato può cercare di apparire sempre forte, superiore o inattaccabile. Chi teme l’abbandono può controllare il partner fino a rendere la relazione insostenibile.
Anche in questo caso la persona sta cercando di proteggersi. Ma quella protezione rischia di produrre proprio ciò che teme.
Da dove nascono gli schemi affettivi?
Gli schemi si sviluppano attraverso l’interazione tra temperamento, esperienze di vita e bisogni emotivi.
Durante la crescita abbiamo bisogno di sentirci protetti, amati, compresi e accettati. Abbiamo bisogno di poter esprimere le nostre emozioni, sviluppare autonomia, ricevere limiti adeguati e avere spazio per la spontaneità e il gioco.
Quando alcuni di questi bisogni rimangono insoddisfatti, il bambino cerca di dare un significato a ciò che sta vivendo.
Può concludere: «Se mia madre non riesce a vedermi, forse non sono importante». Oppure: «Se mio padre se ne va, le persone che amo mi abbandoneranno». O ancora: «Per essere amato devo essere perfetto, non creare problemi e occuparmi sempre degli altri».
Queste conclusioni non vengono formulate con la logica di un adulto. Si costruiscono emotivamente e possono diventare il modo attraverso cui la persona continuerà a guardare sé stessa.
Non è soltanto ciò che è accaduto a lasciare una traccia. Molto spesso è ciò che è mancato nel momento in cui ne avevamo bisogno.
Perché capire lo schema non è sempre sufficiente?
Molte persone comprendono perfettamente, a livello razionale, che una relazione le sta facendo soffrire. Sanno che dovrebbero mettere dei limiti, allontanarsi oppure scegliere diversamente. Eppure non riescono a farlo.
Questo accade perché lo schema non vive soltanto nei pensieri. Vive nelle emozioni, nel corpo, nei ricordi e nelle aspettative più profonde.
Una parte adulta può dire: «So che questa persona non è adatta a me». Ma un’altra parte può sentire: «Senza questa persona sarò completamente sola».
Non basta dire a questa parte che si sta sbagliando. Dobbiamo comprenderne la paura, riconoscere di che cosa ha avuto bisogno e aiutarla a vivere un’esperienza emotiva differente.
È qui che la psicoterapia può diventare importante.
Come può aiutare la Schema Therapy?
La Schema Therapy non si limita a identificare il comportamento problematico. Cerca di comprendere quale parte della persona si sta attivando, quale bisogno sta cercando di proteggere e perché continua a utilizzare proprio quella modalità.
Nel percorso terapeutico si lavora per:
- riconoscere gli schemi e le situazioni che li attivano;
- comprendere le loro origini senza rimanere prigionieri del passato;
- distinguere ciò che appartiene alla relazione presente da ciò che viene riattivato dalla propria storia;
- entrare in contatto con le parti più vulnerabili;
- ridurre l’influenza delle parti critiche, punitive o svalutanti;
- imparare a riconoscere ed esprimere i propri bisogni;
- costruire confini più sani;
- scegliere relazioni maggiormente capaci di reciprocità;
- rafforzare quella parte adulta che può proteggere, orientare e prendersi cura di sé.
La relazione terapeutica offre inoltre uno spazio nel quale la persona può sperimentare gradualmente qualcosa di nuovo: essere ascoltata senza dover scomparire, esprimere un bisogno senza essere rifiutata, mostrarsi vulnerabile senza essere svalutata.
Il cambiamento non consiste semplicemente nel “non scegliere più la persona sbagliata”. Consiste nel non dover più rinunciare a sé stessi per sentirsi amati.
Quando può essere utile chiedere aiuto?
Può essere utile considerare un percorso di psicoterapia quando:
- le relazioni provocano una sofferenza intensa e ricorrente;
- si continua a tornare in un rapporto che fa stare male;
- la paura dell’abbandono porta a perdere il controllo;
- si accettano comportamenti che violano i propri limiti;
- ci si sente attratti quasi esclusivamente da persone indisponibili;
- si evita completamente l’intimità per paura di soffrire;
- si prova a cambiare, ma ci si ritrova sempre nello stesso punto;
- la dipendenza dalla relazione compromette il lavoro, il sonno o la vita quotidiana.
Chiedere aiuto non significa ammettere di essere incapaci di amare. Può significare iniziare a comprendere perché, proprio mentre cerchiamo amore, una parte di noi continua a riportarci verso ciò che conosce.
È davvero possibile cambiare i propri schemi?
Gli schemi profondi non scompaiono attraverso una semplice decisione. Possono però diventare meno potenti.
Con il tempo possiamo imparare a riconoscere più rapidamente ciò che si sta attivando, interrompere le reazioni automatiche e rispondere ai nostri bisogni in modi nuovi.
Possiamo smettere di confondere l’ansia con l’amore, l’intensità con l’intimità e la rinuncia a noi stessi con la capacità di prenderci cura dell’altro.
Il passato ha contribuito a costruire i nostri schemi, ma non deve necessariamente decidere tutte le nostre relazioni future.
Domande frequenti
Perché attiro sempre persone sbagliate?
Non sempre “attiriamo” un certo tipo di persona. Può accadere, però, che ci sentiamo maggiormente coinvolti da persone che riattivano dinamiche emotive familiari. Inoltre, potremmo rimanere più a lungo in relazioni poco sane perché lo schema ci porta a considerarle normali o inevitabili.
Gli schemi relazionali dipendono sempre dall’infanzia?
Le prime relazioni hanno un ruolo importante, ma non sono l’unico fattore. Anche esperienze successive, relazioni traumatiche, perdite, tradimenti e caratteristiche temperamentali possono contribuire alla formazione o al rafforzamento degli schemi.
Dipendenza affettiva e paura dell’abbandono sono la stessa cosa?
Non esattamente. La paura dell’abbandono può essere una delle componenti presenti nella dipendenza affettiva, ma persone diverse possono sviluppare forme differenti di dipendenza relazionale. Una valutazione individuale aiuta a comprendere che cosa sta accadendo nella storia specifica della persona.
La Schema Therapy può essere svolta online?
Sì, in molti casi la Schema Therapy può essere svolta anche online. L’idoneità del percorso dipende tuttavia dalle caratteristiche della persona, dal livello di sofferenza e dagli obiettivi terapeutici. Questi aspetti vengono valutati nei primi colloqui.
Vuoi comprendere meglio ciò che accade nelle tue relazioni?
Se ti sei riconosciuto in queste dinamiche e senti che gli stessi schemi continuano a riportarti verso relazioni dolorose, puoi contattarmi per chiedere informazioni su un percorso di psicoterapia individuale o di coppia, anche online.
Il primo passo non è obbligarti a cambiare immediatamente. È iniziare a comprendere quale parte di te continua a soffrire e di che cosa avrebbe realmente bisogno.