Alessandro Carmelita

Psychologist & Psychotherapist

La Schema Therapy è una forma di psicoterapia integrata sviluppata dallo psicologo Jeffrey Young per comprendere e trasformare gli schemi emotivi e relazionali profondi che continuano a ripetersi nella nostra vita.

A volte cambiano le persone, i luoghi e le circostanze, ma dentro di noi ritorna sempre la stessa esperienza. Possiamo sentirci nuovamente abbandonati, non abbastanza importanti, inadeguati, soli oppure incapaci di fidarci davvero degli altri.

In altri casi sappiamo razionalmente che dovremmo comportarci diversamente: mettere un limite, interrompere una relazione che ci fa soffrire, chiedere aiuto oppure smettere di giudicarci. Eppure, quando si attiva una determinata emozione, quella comprensione sembra non essere più sufficiente.

È proprio da questa esperienza che nasce una delle domande centrali della Schema Therapy: perché continuiamo a reagire nello stesso modo, anche quando sappiamo che quel modo ci fa soffrire?

Che cos’è la Schema Therapy?

La Schema Therapy è un approccio psicoterapeutico creato da Jeffrey Young per aiutare persone con difficoltà emotive profonde e persistenti, problemi relazionali complessi o forme di sofferenza che non sono cambiate sufficientemente attraverso precedenti percorsi terapeutici.

Il modello integra elementi della terapia cognitivo-comportamentale, della teoria dell’attaccamento, della psicologia dello sviluppo, della Gestalt e delle terapie esperienziali.

Non è però semplicemente un insieme di tecniche.

La Schema Therapy cerca di comprendere la persona nella sua interezza: la sua storia, i suoi bisogni emotivi, le strategie che ha imparato per proteggersi e le diverse parti di sé che emergono nei momenti di difficoltà.

Secondo il modello internazionale della Schema Therapy, i quattro concetti fondamentali sono gli schemi maladattivi precoci, i domini degli schemi, gli stili di coping e i mode. International Society of Schema Therapy

Cosa sono gli schemi maladattivi precoci?

Gli schemi maladattivi precoci sono modelli profondi attraverso i quali interpretiamo noi stessi, gli altri e ciò che accade nelle nostre relazioni.

Non sono soltanto pensieri. Uno schema comprende emozioni, ricordi, sensazioni corporee, convinzioni e impulsi ad agire.

Quando uno schema si attiva, possiamo sapere razionalmente che una situazione non è realmente pericolosa e, contemporaneamente, sentirla come se lo fosse.

Per esempio, una persona con uno schema di abbandono può percepire una distanza temporanea del partner come il segnale di una separazione imminente. Una persona con uno schema di inadeguatezza può interpretare un piccolo errore come la conferma di non avere valore. Chi ha sviluppato uno schema di deprivazione emotiva può aspettarsi che nessuno comprenderà veramente ciò che sente e finire per non esprimere più i propri bisogni.

Gli schemi possono quindi diventare delle vere e proprie trappole emotive: influenzano ciò che notiamo, il significato che attribuiamo agli eventi e il modo in cui reagiamo.

Come si formano gli schemi emotivi?

Gli schemi si sviluppano frequentemente quando alcuni bisogni emotivi fondamentali non ricevono risposte sufficientemente adeguate durante la crescita.

Ogni bambino ha bisogno di sentirsi amato, protetto, compreso e riconosciuto. Ha bisogno di potersi fidare delle persone importanti, esprimere le proprie emozioni, sviluppare autonomia, ricevere limiti adeguati e sentirsi sostenuto nei momenti di difficoltà.

Non è necessario che si sia verificato un trauma evidente.

A volte la sofferenza nasce da qualcosa che è mancato: uno sguardo capace di riconoscerci, una presenza emotiva costante, il diritto di essere vulnerabili oppure la possibilità di sentirci protetti senza doverci occupare continuamente degli altri.

Questo non significa cercare un colpevole. Significa comprendere che cosa abbiamo imparato su noi stessi e sulle relazioni, e come quell’apprendimento continui a influenzare la nostra vita adulta.

Perché ripetiamo sempre gli stessi schemi?

Gli schemi influenzano inconsapevolmente le situazioni che scegliamo, le persone verso le quali ci sentiamo attratti e il modo in cui interpretiamo il loro comportamento.

Ciò che è familiare, anche quando ci fa soffrire, può essere percepito come più prevedibile di qualcosa di nuovo.

Una persona che ha imparato a sentirsi invisibile può entrare ripetutamente in relazioni nelle quali i suoi bisogni non vengono ascoltati. Chi teme profondamente il rifiuto può nascondere le proprie emozioni, apparire distante e rendere più difficile quella vicinanza che desidera. Chi è cresciuto sentendosi responsabile del benessere degli altri può continuare a occuparsi di tutti, fino a non sapere più che cosa desidera per se stesso.

Lo schema non si limita quindi a farci soffrire: può spingerci, senza che ce ne rendiamo conto, verso situazioni che sembrano confermarlo.

Le strategie che utilizziamo per proteggerci

Quando uno schema si attiva, cerchiamo istintivamente di proteggerci. Nella Schema Therapy queste risposte vengono chiamate stili di coping.

Possiamo arrenderci allo schema, evitarlo oppure cercare di compensarlo.

Una persona che teme l’abbandono può accettare relazioni nelle quali riceve molto meno di ciò di cui avrebbe bisogno. Un’altra può evitare completamente l’intimità per non rischiare di soffrire. Un’altra ancora può controllare costantemente il partner, chiedendo continue rassicurazioni e finendo involontariamente per creare proprio la distanza che teme.

Queste strategie non sono segni di debolezza. Sono tentativi di protezione.

Il problema è che ciò che ci ha aiutato a sopravvivere emotivamente in passato può impedirci, oggi, di vivere pienamente.

La terapia non cerca quindi di eliminare una difesa con la forza. Cerca prima di comprenderne la funzione: da che cosa ci sta proteggendo? Quale parte di noi ha paura? Di che cosa avrebbe realmente bisogno?

Cosa sono i mode nella Schema Therapy?

mode sono gli stati emotivi e le parti di noi che diventano predominanti in determinati momenti.

Possiamo avere una parte vulnerabile che si sente sola, spaventata o non amabile. Una parte arrabbiata può protestare perché i suoi bisogni non sono mai stati ascoltati. Una parte protettiva può invece allontanarci dalle emozioni e dalle relazioni per evitare che qualcuno possa ferirci nuovamente.

Esistono anche parti critiche o punitive che continuano a ripetere messaggi interiorizzati nel corso della vita:

“Non sei abbastanza.”

“Non devi avere bisogno di nessuno.”

“Se sbagli perderai il tuo valore.”

“Devi occuparti degli altri prima di pensare a te.”

Il lavoro terapeutico aiuta a riconoscere queste parti senza identificarsi completamente con nessuna di esse.

Gradualmente viene rafforzata quella che nella Schema Therapy chiamiamo la parte dell’Adulto Sano: la capacità di comprendere ciò che sentiamo, proteggerci, stabilire limiti e prenderci cura dei nostri bisogni in modo equilibrato.

Come funziona la Schema Therapy?

La prima fase del percorso consiste nel comprendere insieme la storia della persona, le difficoltà attuali, gli schemi principali e le situazioni nelle quali si attivano.

Terapeuta e paziente costruiscono una formulazione condivisa del problema. Questo permette di collegare ciò che accade oggi con le esperienze, i bisogni e le strategie di protezione sviluppate nel corso della vita.

Ma comprendere non è sufficiente.

Una persona può conoscere perfettamente le origini della propria sofferenza e continuare a sentirsi esattamente nello stesso modo. Per questo la Schema Therapy integra il lavoro cognitivo con tecniche emotive, relazionali e comportamentali.

L’obiettivo non è soltanto sapere da dove viene uno schema, ma vivere esperienze nuove che permettano di modificarlo.

Le principali tecniche della Schema Therapy

Imagery Rescripting

Attraverso l’Imagery Rescripting, o riscrittura immaginativa, possiamo tornare emotivamente a esperienze significative e introdurre protezione, comprensione e risposte che allora sono mancate.

Non si modifica la memoria storica di ciò che è accaduto. Si interviene sul significato emotivo che quell’esperienza continua ad avere nel presente.

Tecnica delle sedie

Con la tecnica delle sedie possiamo dare voce alle diverse parti della persona, rendere visibile il conflitto interiore e contrastare le parti critiche, punitive o eccessivamente esigenti.

La persona può così imparare a riconoscere chi sta parlando dentro di lei e a sviluppare una risposta più sana e protettiva.

Lavoro cognitivo e comportamentale

La Schema Therapy aiuta a mettere in discussione le convinzioni profonde associate agli schemi e a sperimentare nuovi comportamenti nella vita quotidiana.

Il cambiamento viene gradualmente portato fuori dalla seduta: nelle relazioni, nelle scelte, nei confini e nel modo in cui la persona risponde ai propri bisogni.

Limited Reparenting

La relazione terapeutica ha un ruolo centrale. Attraverso il Limited Reparenting, il terapeuta cerca di offrire, entro confini professionali chiari, una risposta emotivamente adeguata ad alcuni bisogni rimasti senza risposta.

Non si tratta di sostituire i genitori, ma di aiutare la persona a interiorizzare una modalità più sana di proteggersi, comprendersi e prendersi cura di sé. International Society of Schema Therapy

La persona non ha bisogno soltanto di essere osservata o interpretata. Ha bisogno di vivere una relazione nella quale possa sentirsi vista, compresa e accompagnata.

Non solo come il terapeuta la guarda, ma come la aiuta.

Qual è la differenza tra Schema Therapy e terapia cognitivo-comportamentale?

La Schema Therapy nasce all’interno della tradizione cognitivo-comportamentale, ma amplia il lavoro su diversi livelli.

Oltre ai pensieri e ai comportamenti attuali, dedica particolare attenzione:

Non significa che un approccio sia sempre migliore dell’altro. La scelta dipende dalla persona, dal problema, dalla sua storia e dagli obiettivi del trattamento.

La Schema Therapy può essere particolarmente utile quando la persona comprende razionalmente ciò che accade, ma continua a sentirsi intrappolata negli stessi vissuti e nelle stesse reazioni.

Per chi può essere indicata la Schema Therapy?

La Schema Therapy viene utilizzata soprattutto in presenza di difficoltà emotive e relazionali persistenti, tra cui:

La ricerca offre risultati incoraggianti soprattutto nell’ambito dei disturbi di personalità, pur richiedendo valutazioni individuali e senza poter garantire lo stesso risultato per ogni persona. Revisione sistematica e meta-analisi del 2023

È possibile fare Schema Therapy online?

La Schema Therapy può essere svolta anche online quando le condizioni cliniche, la privacy e le necessità della persona lo consentono.

Anche a distanza è possibile lavorare sulla relazione terapeutica, sugli schemi, sui mode e sulle tecniche esperienziali. Alcuni esercizi possono richiedere adattamenti, ma non perdono necessariamente la loro profondità.

La terapia online può essere particolarmente utile per chi vive all’estero, viaggia frequentemente oppure non ha accesso a un terapeuta certificato nella propria città.

La scelta tra terapia online e in presenza deve comunque essere valutata durante il primo colloquio.

Quanto dura un percorso di Schema Therapy?

Non esiste una durata uguale per tutti.

La durata dipende dalla complessità delle difficoltà, dagli obiettivi, dalla storia personale, dalla frequenza delle sedute e dalla presenza di uno o più schemi profondamente radicati.

Alcuni percorsi possono concentrarsi su un problema specifico. Le difficoltà più complesse e persistenti possono invece richiedere un lavoro più lungo.

Durante la fase iniziale, terapeuta e paziente possono definire insieme gli obiettivi e valutare periodicamente l’andamento del percorso.

La Schema Therapy è efficace?

La Schema Therapy è stata studiata soprattutto per il trattamento dei disturbi di personalità e delle difficoltà psicologiche croniche o resistenti al cambiamento.

Le ricerche disponibili indicano risultati promettenti, in particolare per i disturbi di personalità, ma l’efficacia di ogni psicoterapia dipende da numerosi fattori: problema presentato, qualità della relazione terapeutica, competenza del professionista, continuità del percorso e partecipazione della persona.

Nessuna terapia seria può garantire anticipatamente un risultato.

Come scegliere un terapeuta di Schema Therapy?

È importante verificare:

La certificazione è un indicatore importante, ma anche la qualità dell’incontro tra terapeuta e paziente deve essere valutata con attenzione.

Cambiare non significa diventare un’altra persona

L’obiettivo della Schema Therapy non è cancellare la nostra storia o eliminare le parti vulnerabili.

È imparare a non lasciare che le ferite e le mancanze del passato decidano continuamente il nostro presente.

Cambiare significa riconoscere ciò che si sta attivando, comprendere da dove proviene e poter scegliere una risposta nuova. Significa proteggersi senza isolarsi, amare senza perdersi e ascoltare le proprie emozioni senza esserne travolti.

Gli schemi si sono spesso formati nelle relazioni ed è attraverso una relazione terapeutica sicura che possono cominciare a trasformarsi.

Nessuno cresce da solo. Anche da adulti possiamo riprendere quel processo di crescita che, in alcuni momenti della nostra storia, si è interrotto.

Se riconosci nella tua vita schemi emotivi o relazionali che continuano a ripetersi, puoi richiedere un primo colloquio per comprendere quale percorso possa essere più adatto alle tue necessità.


Domande frequenti sulla Schema Therapy

La Schema Therapy lavora soltanto sul passato?

No. Le esperienze passate vengono esplorate per comprendere l’origine degli schemi, ma l’obiettivo principale è cambiare il modo in cui quegli schemi influenzano la vita presente.

Bisogna avere un disturbo di personalità?

No. La Schema Therapy viene utilizzata anche con persone che vivono difficoltà relazionali, autocritica, dipendenza affettiva, perfezionismo, depressione o altri problemi emotivi persistenti.

Durante la terapia dovrò parlare necessariamente della mia infanzia?

Il lavoro viene costruito rispettando i tempi e le risorse della persona. L’infanzia può essere importante per comprendere l’origine degli schemi, ma nessun esercizio dovrebbe essere imposto senza una preparazione adeguata.

La Schema Therapy può essere svolta in coppia?

Il modello può essere applicato anche alla terapia di coppia per comprendere gli schemi e i mode che si attivano tra i partner e interrompere i cicli relazionali che alimentano distanza e conflitto.

Come posso prenotare un primo colloquio?

Puoi utilizzare la pagina dei contatti indicando esclusivamente le informazioni necessarie per essere ricontattato.


Autore: Alessandro Carmelita

Psicologo e Psicoterapeuta con oltre 25 anni di esperienza. Schema Therapist, Supervisor e Trainer certificato ISST, formato direttamente con Jeffrey Young presso lo Schema Therapy Institute di New York. È stato il primo Trainer e Supervisor ISST certificato in Italia e ha formato e supervisionato centinaia di terapeuti in Italia e all’estero.

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