Alessandro Carmelita

Psychologist & Psychotherapist

Comprendere ciò che si ripete. Lavorare sulle radici della sofferenza. Costruire un cambiamento possibile.

A volte sappiamo perfettamente che cosa ci fa soffrire, ma non riusciamo a cambiare. Continuiamo a scegliere lo stesso tipo di relazione, reagiamo con la stessa paura oppure ci ritroviamo intrappolati in emozioni e comportamenti che pensavamo di avere già superato.

In altri momenti non sappiamo nemmeno dare un nome a ciò che accade. Sentiamo soltanto che qualcosa dentro di noi continua a creare distanza, conflitto, solitudine o insoddisfazione.

Da oltre venticinque anni lavoro con adulti e coppie che affrontano difficoltà emotive e relazionali, problemi persistenti e situazioni cliniche complesse. Il mio approccio si basa principalmente sulla Schema Therapy e integra strumenti cognitivi, relazionali ed esperienziali per comprendere non soltanto il sintomo, ma la persona e la sua storia.

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Difficoltà relazionali e schemi che si ripetono

Cambiano le persone, ma la sofferenza sembra rimanere la stessa.

Può accadere di scegliere ripetutamente partner emotivamente indisponibili, di sentirsi trascurati o svalutati, di perdere sé stessi all’interno di una relazione oppure di allontanarsi non appena il legame diventa più profondo.

Questi comportamenti non nascono dal desiderio di soffrire. Spesso rappresentano modalità apprese nel corso della propria storia per proteggersi, mantenere una relazione o cercare di soddisfare bisogni emotivi che non hanno ricevuto una risposta adeguata.

La terapia aiuta a riconoscere gli schemi relazionali, comprenderne le origini e costruire modi più liberi e consapevoli di vivere l’intimità.

Può essere utile quando:

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Paura dell’abbandono e dipendenza affettiva

Un messaggio che non arriva, una distanza improvvisa o un cambiamento nel tono del partner possono attivare una paura intensa: «Sta per lasciarmi».

Quando la paura dell’abbandono diventa profonda, la relazione può trasformarsi nella principale fonte di sicurezza e valore personale. La persona può avere bisogno di continue rassicurazioni, controllare l’altro, accettare comportamenti dolorosi oppure sentirsi incapace di interrompere un rapporto anche quando sa che la sta facendo soffrire.

In altri casi, la stessa paura porta a non legarsi mai completamente. Ci si allontana prima che l’altro possa farlo.

Il lavoro terapeutico non consiste semplicemente nell’imparare a stare da soli. Significa comprendere quale parte della persona teme ancora di non poter sopravvivere alla perdita e aiutarla a costruire una sicurezza più profonda.

Può essere utile quando:

[Approfondisci la paura dell’abbandono]


Disturbi di personalità e difficoltà emotive complesse

Alcune difficoltà non compaiono soltanto in determinati momenti, ma sembrano accompagnare la persona da gran parte della vita. Influenzano l’identità, le emozioni, le relazioni e il modo di interpretare ciò che accade.

La persona può sentirsi instabile, vuota, profondamente inadeguata oppure continuamente minacciata dal giudizio e dal rifiuto. Può alternare un bisogno intenso dell’altro al desiderio di allontanarlo. Oppure può vivere cercando costantemente di essere perfetta, controllata e autosufficiente.

Sono specializzato nel trattamento dei disturbi di personalità e delle difficoltà associate a configurazioni borderline, evitanti, dipendenti, ossessivo-compulsive e narcisistiche.

La diagnosi può aiutare a comprendere alcuni aspetti del funzionamento, ma non deve mai sostituire la persona. Prima viene la persona: la sua storia, i suoi bisogni, le sue ferite e le risorse che ha sviluppato per continuare a vivere.

Il percorso può riguardare:


Trauma relazionale, trascuratezza emotiva e dissociazione

Non tutti i traumi sono legati a un singolo evento.

A volte la sofferenza nasce dall’essere cresciuti senza sufficiente protezione, stabilità, comprensione o rispecchiamento emotivo. La persona può non ricordare episodi specifici, ma portare dentro di sé la sensazione di essere sola, sbagliata, invisibile oppure costantemente in pericolo.

Quando le esperienze diventano troppo intense e non esiste qualcuno capace di aiutarci a comprenderle e regolarle, la mente può imparare a separarsi da ciò che sente. Possono comparire distacco emotivo, vuoti di memoria, sensazione di irrealtà oppure difficoltà a riconoscere il proprio corpo e le proprie emozioni.

La terapia procede rispettando i tempi e le capacità di regolazione della persona. Non si forza il contatto con il dolore. Si costruisce prima la sicurezza necessaria per poterlo avvicinare senza esserne travolti.

Può essere utile in presenza di:


Depressione e difficoltà emotive persistenti

La depressione non è soltanto tristezza. Può essere perdita di energia, interesse, speranza e connessione con sé stessi. La persona continua a svolgere le proprie attività, ma sente di vivere senza essere veramente presente.

In alcuni casi la depressione compare dopo una perdita o un momento difficile. In altri sembra essere sempre esistita, come una voce interna che ripete: «Non cambierà nulla», «Non sono abbastanza» oppure «Non merito qualcosa di diverso».

Quando la sofferenza è persistente, può essere importante non lavorare soltanto sui sintomi, ma sugli schemi profondi che li mantengono: deprivazione emotiva, inadeguatezza, fallimento, isolamento, standard elevati e autocritica.

Il percorso può aiutare quando sono presenti:


Terapia di coppia

Una coppia può continuare ad amarsi e, allo stesso tempo, non riuscire più a raggiungersi.

Le discussioni si ripetono, la distanza aumenta e ogni partner comincia a vedere nell’altro la causa del problema. Spesso, però, dietro la rabbia troviamo bisogni che non riescono più a essere espressi: sentirsi importanti, protetti, desiderati, rispettati o compresi.

Nella terapia di coppia non si cerca un colpevole. Si cerca di comprendere il ciclo che intrappola entrambi: che cosa attiva ciascun partner, quale paura emerge e quale reazione finisce per riattivare la ferita dell’altro.

La terapia può aiutare la coppia a interrompere questi cicli e recuperare uno spazio nel quale ascoltarsi, comprendere i propri bisogni e decidere con maggiore consapevolezza come proseguire.

Può essere utile in caso di:

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Autostima, vergogna, perfezionismo e autocritica

Alcune persone vivono con la sensazione di non essere mai abbastanza. Anche quando raggiungono risultati importanti, non riescono a sentirsi soddisfatte. Ogni errore diventa una prova della propria inadeguatezza.

Altre evitano di esporsi, scegliere o provare perché temono il giudizio, il fallimento o la possibilità che gli altri possano scoprire qualcosa di profondamente sbagliato in loro.

Queste difficoltà non si risolvono semplicemente cercando di pensare in modo positivo. È necessario comprendere come si è formata la voce critica, quale funzione ha avuto e quale parte vulnerabile continua a essere attaccata.

Il percorso terapeutico aiuta a costruire un rapporto più realistico, protettivo e compassionevole con sé stessi, senza rinunciare alla responsabilità personale o al desiderio di crescere.


Un percorso costruito intorno alla persona

Non applico lo stesso protocollo a ogni persona. Nei primi incontri cerchiamo di comprendere insieme:

Utilizzo la Schema Therapy insieme a tecniche cognitive, comportamentali, relazionali ed esperienziali, tra cui imagery rescripting e lavoro con le sedie. Quando utile, integro elementi della Mindful Interbeing Mirror Therapy.

Il metodo è importante, ma non può venire prima della persona. La terapia deve adattarsi a chi abbiamo davanti, alla sua storia e al momento che sta attraversando.


Psicoterapia individuale e di coppia online

Offro percorsi di psicoterapia online rivolti ad adulti e coppie, in italiano e in inglese.

La modalità online permette di mantenere continuità nel percorso anche quando si vive all’estero, si viaggia frequentemente o non è possibile raggiungere uno studio. Prima di iniziare valutiamo insieme se questa modalità sia adeguata alle difficoltà, ai bisogni e alle condizioni della persona.


Non sai quale percorso sia più adatto?

Non è necessario arrivare al primo contatto con una diagnosi o avere già compreso completamente il problema.

Puoi scrivermi descrivendo brevemente ciò che stai attraversando. Valuteremo insieme se le mie competenze e il mio modo di lavorare possono essere adatti alle tue necessità.

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Le informazioni presenti in questa pagina hanno finalità informative e non sostituiscono una valutazione psicologica o psicoterapeutica individuale.